Nazionale

Il ruolo dello sportpertutti contro disuguaglianze e violenza di genere

Manuela Claysset, responsabile politiche di genere e diritti Uisp, audita dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio

 

Martedì 7 luglio, a Roma, presso Palazzo San Macuto, si è tenuta l'audizione della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. L'incontro ha rappresentato un'occasione cruciale per ribadire anche in questa sede il ruolo fondamentale dello sport sociale e pertutti nella lotta alle disuguaglianze e per la tutela della persona umana. A rappresentare l'Uisp è intervenuta Manuela Claysset, responsabile Politiche di genere e diritti, delineando le sfide e i traguardi dell'ente nella promozione della parità di genere e le sfide che ancora attendono questo percorso. Oltre a Claysset, sono state audite Marilena Mazzolini, psicologa; Luisa Rizzitelli, presidente ASSIST-Associazione Nazionale Atlete; Valeria Zaccheroni, responsabile della Divisione medica e dei disturbi alimentari delle atlete di ASSIST; Alessia Tuselli, sociologa e docente presso il Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento e il Centro universitario per le professioni sanitarie dell’Università di Verona; Barbara Funari, assessore alle Politiche Sociali e alla Salute presso il Comune di Roma Capitale.

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L'Uisp è da sempre in prima linea per garantire lo sport come diritto di cittadinanza, costruendo percorsi storici di emancipazione e cittadinanza attiva sul territorio. "L'associazione - ha ricordato Claysset - nasce proprio per promuovere lo sport in risposta ad un sistema che coinvolgeva poche persone", puntando fin dalle origini sul coinvolgimento femminile. Questo impegno per l'inclusione si concretizza in traguardi pionieristici, come l'introduzione della carriera alias per le persone Lgbtqi, per garantire ambienti tutelanti e diritti, all'insegna della coesione sociale.

Nonostante i passi avanti, le barriere culturali e le disparità di accesso alla pratica motoria rimangono un nodo centrale, che frena lo sviluppo della persona. "Siamo in un Paese in cui è vero i dati migliorano - ha spiegato la responsabile nazionale - ma ancora oltre diciannove milioni di persone del nostro Paese non fanno nessun tipo di pratica sportiva". Un dato allarmante a cui si aggiunge il dramma dell'abbandono precoce. "Il drop out sportivo inizia sempre prima, già a dieci, undici anni - ha precisato - e spesso sono più le bambine e le ragazze che abbandonano".

Alla radice di questo allontanamento vi è spesso una cultura escludente, legata a logiche di prestazione esasperata, in cui dinamiche di sopruso si intersecano con diverse linee di oppressione, tra cui quella del genere. "Il tema delle violenze, delle molestie e degli abusi nello sport - ha sottolineato Claysset durante l'audizione - è un tema che ancora viene poco  affrontato". La normalizzazione di comportamenti abusanti, spesso giustificati dalla mera ricerca della vittoria a tutti i costi, rappresenta una deriva che tradisce profondamente i valori di sostenibilità delineati dall'Agenda 2030. Citando i dati della ricerca condotta da Change the Game, Claysset ha ricordato come oltre millequattrocento atlete e atleti abbiano denunciato episodi di violenza sessuale, psicologica e fisica, mettendo in luce l'urgenza di sradicare l'uso di un linguaggio sessista e discriminatorio fin dagli spogliatoi. "Molto spesso le forme di violenza e di abusi - ha denunciato la responsabile - vengono prese come normalità per raggiungere un determinato risultato". Per contrastare questo fenomeno, l'associazione lavora costantemente in rete, promuovendo sinergie strutturali con i centri antiviolenza, con figure psicologiche esperte e con le famiglie dei praticanti. 

Le soluzioni messe in campo passano per la progettualità educativa, come dimostrano le iniziative portate avanti nelle scuole superiori con il progetto Differenze 2.0 e la realizzazione di strumenti operativi per la tutela dei minori insieme a Save the Children, a cui si aggiunge l'emanazione di specifiche linee guida associative di Safeguarding per prevenire ogni forma di molestia. Nell'ambito della collaborazione con Save the children si inserisce il progetto STePS, ambienti sicuri per bambini e adolescenti: buone prassi e sfide per la tutela dello sport, realizzato in collaborazione con Uisp e Csi, da cui è nato il toolkit: “La tutela nello sport. Ambienti più sicuri per bambini, bambine e adolescenti” sulla promozione del sistema di tutela nelle organizzazioni sportive. Scarica il toolkit.

"Lo sport deve essere un luogo che parla sì di competizione - ha affermato Claysset per descrivere la visione Uisp - ma sempre di più uno spazio che deve parlare di rispetto, di attenzione alle persone e che vada oltre al risultato agonistico". 

In questo senso serve il coraggio per ripensare anche gli spazi dello sport. L'orizzonte futuro della transizione sportiva richiede, infatti, un investimento concreto sulla pratica di base, affinché gli impianti diventino luoghi di rigenerazione urbana, come accade sempre in misura crescente, ma anche sociale, pensati per essere veramente accessibili a ogni individuo. Inoltre, il monitoraggio dei dati sulle violenze e la formazione dei dirigenti, ha concluso Claysset, "sono strumenti fondamentali perché ci sia maggiore consapevolezza di cosa significa parlare di abusi". L'obiettivo primario del Paese deve essere l'allargamento dell'accesso al gioco e al movimento, decostruendo gli stereotipi e respingendo ogni logica predatoria, affinché la pratica motoria sia un'esperienza di crescita sicura e pienamente accogliente. (A cura di Lorenzo Boffa)